Lev Nikolàevič Tolstòj è uno dei maggiori esponenti delle letteratura russa dell’800. Nacque nel 1828 e crebbe in una famiglia benestante all’interno della tenuta Jasnaja Poljana. Rimarrà presto orfano e saranno le sue zie a crescerlo, inculcandogli quel seme di spiritualità che esploderà nella seconda parte della sua vita. Dopo gli studi universitari, parteciperà come soldato a numerose campagne militari: saranno proprio questi tragici eventi, assieme alla sua vita familiare, a ispirare Tolstòj nella scrittura di alcune sue opere più importanti, portandolo anche a una cruda riflessione sull’istituzione del matrimonio. Morirà di polmonite dopo aver lasciato la sua casa coniugale, nella fredda stazione di Astàpovo.
Leggere un libro di Lev Tolstòj significa fare un tuffo nella società russa dell’800, nel suo conformismo e nella sue fedeltà a principi considerati contrari alla morale cristiana.
Ecco dunque i 5 libri di Tolstòj da leggere almeno una volta nella vita.

Guerra e Pace

Questo romanzo è una pietra miliare della letteratura ed è stato scritto tra il 1862 e il 1867. Le due date spartiacque sono il 1805 e il 1812, ovvero rispettivamente la sconfitta russa per mano dei napoleonici nella Battaglia di Austerlitz e la rivolta del popolo russo contro l’oppressore. Nel romanzo, Tolstòj sottolinea come la storia non la fanno gli uomini, ma il popolo con le sue idee e la sua volontà.
È questo il contesto in cui si narrano le vicende delle nobili famiglie Rostov e Bolkonskij, portatrici di grandi valori a differenza della casata Kuragin. L’attenzione si sofferma in particolare sui personaggi di Nataša Rostov, Andrej Bolkonskij e Pierre Bezuchov. Queste due figure maschili sono quelle che intraprenderanno un cammino verso al spiritualità, traducendola in partecipazione alla sofferenza della comunità.

La Sonata a Kreutzer

Impietoso e crudo: questi sono gli aggettivi migliori per descrivere questo breve ma intenso racconto dove Lev Tolstòj, prendendo spunto dalla propria situazione personale, analizza e critica l’istituzione del matrimonio. L’opera, scritta nel 1880, si basa sulla confessione e i ricordi di Pozdnyšev che, nel vagone di un treno, confessa l’omicidio della moglie. Uno sfogo incontrollabile rivela la cieca gelosia dell’uomo, convinto, pur senza effettive certezze, del tradimento della consorte con un violinista. Nella sua mente Pozdnyšev ha individuato la prova madre negli sguardi tra il violinista e la moglie mentre suonavano “La Sonata a Kreutzer” di Ludwig van Beethoven.
Tolstòj in questo racconto accusa con veemenza il matrimonio, considerandolo figlio di un’estemporanea passione fisica che, una volta svanita, rivela un’unione fatta di rancore, odio, finzione, menzogne e infelicità.

Anna Karenina

Tra i 5 libri da leggere di Lev Tolstòj non può non esserci Anna Karenina, che rappresenta non solo l’esaltazione dell’emancipazione femminile ma anche un attacco diretto alla San Pietroburgo dell’800, incatenata nel conformismo e nel puritanesimo esasperato. In questa società Anna, sposata con il glaciale avvocato Karenin e innamorata del giovane ed avvenente ufficiale Vronskij, non poteva che essere esiliata.
La donna ha abbandonato il marito per fuggire con il suo amato in Italia, ribellandosi a tutte quelle ossessive convenzioni sociali: l’emarginazione sociale in cui Anna si ritrova e il tormento interiore porteranno la donna a compiere un gesto che porrà fine alla sua vita nel modo più tragico.

Resurrezione

È forse questo il romanzo che rivela in maniera chiara la crisi spirituale di Tolstòj che con questa opera arriva quasi a ripudiare tutti i suoi lavori precedenti, abbracciando un filone letterario caratterizzato dalla compassione e dall’amore. Tolstòj racconta, attraverso il principe Nechljudov, la sua vita dissoluta fino alla svolta spirituale del 1881. Nechljudov, nelle sue funzioni di giudice nel corso di un processo, incontra una prostituta condannata ai lavori forzati per omicidio: nella donna riconosce la Katiuša che anni prima aveva conquistato e abbandonato, avviandola sulla strada della perdizione. Da quel momento Nechljudov, preso dai rimorsi di coscienza, seguirà la donna fino in Siberia arrivando persino a chiederle di sposarlo. In Resurrezione, Tolstòj suggerisce come, qualsiasi sia il male compiuto, un uomo ha sempre la possibilità di redimersi e di riscattarsi moralmente.

La morte di Ivan Il’ič

Molti vivono la loro vita senza remore e freni, inconsapevole della fine che aspetta tutti e di come quel momento possa cambiare l’animo di una persona, anche solo negli ultimi attimi. Succede a Ivan Il’ič Golovin, giovane e intelligente giudice istruttore dalla vita perfetta per la società di San Pietroburgo dell’800: una moglie, figli già avviati a una brillante carriera, feste, cene e sfarzo. Questo mondo dorato sparisce all’improvviso quando l’uomo, per un banale incidente, si ritrova malato: nessuno più lo sostiene e tutti lo evitano, tranne Gerasim, un servo che lo assiste in tutto. Sarà questa umile figura a fargli capire il significato delle cose e la loro priorità. Ivan Il’ič morirà tra atroci dolori ma serenamente perché, seppure alla fine, ha conosciuto cosa nella vita conta veramente attraverso l’uomo più semplice, Gerasim.